Le origini della bandiera Palestinese

flag_of_palestineLa bandiera adottata dai nazionalisti arabi Palestinesi è la medesima bandiera che contraddistinse la Rivolta Araba (at-Thawrah al-‘Arabiyyah) nei confronti del Califfato Ottomano, nel 1916.

Tale rivolta – incoraggiata anche dal fenomeno crescente del nazionalismo Turco – prese le mosse dai negoziati segreti tra lo Šarîf Husayn ibn ‘Alî, emiro di Mecca e discendente della nobile dinastia dei Banî Hâšim, ed il governo britannico, che durante la Prima Guerra Mondiale era interessato a creare una spaccatura nel fronte Ottomano.

Parte integrante di questa strategia fu la promozione di un intenso sentimento nazionalista Arabo, in contrapposizione al principio di fedeltà tradizionale al Califfato Ottomano; in una lettera a sua moglie, il generale Edmund Henry Hynman Allenby (1861-1936) – comandante delle truppe britanniche – scrisse:

La rivolta Araba si sta diffondendo bene, ed i Turchi avranno difficoltà a proteggere le loro linee di comunicazione dalle loro incursioni. La fotografia dello Šarîf della Mecca e la proclamazione della rivolta da parte sua sono alcuni dei nostri strumenti per indurre gli Arabi a disertare le fila Turche. Con gli aeroplani gettiamo questi fogli [propagandistici] sulle linee Turche, insieme a pacchetti di sigarette. La proclamazione della rivolta è un appello agli Arabi da parte dello Šarîf, affinché abbandonino i Turchi e si uniscano contro di loro per la libertà e l’indipendenza dell’Arabia. Molti aderiscono, grazie alla nostra propaganda. [1]

Secondo alcune versioni, la stessa bandiera che funse da riferimento per i ribelli Arabi fu realizzata da un diplomatico Inglese, Mark Sykes, con l’aperto proposito di promuovere un sentimento pan-arabista che contribuisse a provocare una sollevazione anti-turca. [2]

La Rivolta Araba ebbe inizio nel 1916, e nel Novembre 1917 concorse in maniera determinante alla caduta delle posizioni Ottomane presso Ghazah, dove in precedenza gli Inglesi erano stati invece ripetutamente sconfitti e respinti. Un mese più tardi fu conquistata Gerusalemme, e le truppe Britanniche dilagarono quindi successivamente nei territori della Grande Siria (Šâm).

Nonostante gli Inglesi avessero prospettato la nascita di un grande Nazione Araba, per indurre lo Šarîf Husayn a promuovere la rivolta contro il Califfato Ottomano, tali prospettive furono presto disattese: l’accordo Sykes-Picot (1916) avrebbe ripartito la regione in zone d’influenza sottoposte rispettivamente al controllo Inglese e Francese, e la dichiarazione di Balfour (1917) avrebbe aperto la Palestina all’afflusso dei coloni sionisti.

Quello che fu chiamato «il grande tradimento» (al-khyânatu l-kubrâ) [3] finì per ritorcersi contro gli stessi Arabi. Lo stesso Šarîf Husayn – dopo un breve periodo in cui assunse il titolo di sovrano dell’Hijâz, e cercò di avocare a se stesso la funzione di Califfo, dopo la caduta del Califfato Ottomano – perdette rapidamente qualsiasi sostegno da parte degli Inglesi, che finirono per appoggiare l’espansione delle tribù legate agli Âl Sa‘ûd, provenienti dal Najd. Morì ad ‘Ammân, in Transgiordania – dove alla sua dinastia rimase un piccolo regno, dopo aver perduto Siria ed ‘Irâq – e fu sepolto a Gerusalemme, nel 1931.

La bandiera della Rivolta Araba fu successivamente adottata, secondo diverse varianti, dalla maggior parte dei Paesi Arabi venutisi a creare in seguito alla caduta del Califfato.

arab-flagsL’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) la assunse come bandiera ufficiale del popolo Palestinese nel 1964, e nel 1988 come bandiera dello Stato di Palestina.

Il Movimento di Resistenza Islamico (Hamâs, acronimo di al-Harakah al-Muqâwamah al-Islâmiyyah) – pur non rinunciando alla bandiera Palestinese “ufficiale”, per via della sua consolidata rappresentatività – ha adottato un vessillo che si limita alla trascrizione della duplice testimonianza di fede Islamica (šahâdah) su uno sfondo verde uniforme: un richiamo all’unità fondamentale della Comunità Islamica, su cui incombe l’obbligo della liberazione di Gerusalemme (al-Quds), a discapito di quel nazionalismo arabo che ha determinato piuttosto l’indebolimento e la sconfitta degli stessi popoli Arabi e Musulmani.


[1] Matthew Hughes, Allenby in Palestine (Sutton Publishing, 2004); p. 61.
[2] William Easterly, The White Man’s Burden (2006), p. 295.
[3] Ahmad Râ’if, Al-Khyânah l-‘Arabiyyah l-Kubrâ (Az-Zahrâ’ li l-Alâm al-‘Arabî, 1992).
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...