L’Imam Abd ar-Rahman al-Akhdari

maghrib-mosqueAbû Yazîd ‘Abd ur-Rahmân bin Muhammad as-Saghîr ibn Muhammad ibn ‘Âmir al-Akhdarî as-Sulamî al-Mardâsî: il “Dotto dalla vasta conoscenza” (al-Faqîh al-‘Allâmah), il “Rettificatore dalla comprensione sottile” (al-Muhaqqiq al-Fahhâmah), pio sapiente (šaykh sâlih), noto giurisperito del madhhab Mâlikî [1], fu autore di numerose opere, in particolare nell’ambito della logica (mantiq), della retorica (balâghah) e della letteratura (adab) [2]. Che Allâh (ﷻ) ne abbia misericordia e lo alloggi nei Suoi vasti giardini.

L’infanzia e gli studi. Nacque nel X secolo dall’egira del Profeta (ﷺ), nel 920/1514 in un luogo conosciuto come Nabtûs, un villaggio della regione di Baskarah, in Algeria. Discendente da una famiglia di sapienti dediti alla ricerca ed alla trasmissione della Conoscenza sacra, crebbe in un ambiente caratterizzato dalla religiosità e dalla rettitudine, e si dimostrò incline all’apprendimento fin dalla più tenera età, grazie a doti non comuni in termini di intelligenza e dedizione.

Suo padre, Muhammad as-Saghîr, provvide a fornirgli i rudimenti indispensabili nell’ambito della conoscenza religiosa e della buona educazione tradizionale (adab), impartendogli altresì lezioni di aritmetica e di scienza delle eredità (‘ilm al-farâ’id); suo fratello maggiore Ahmad lo istruì invece in giurisprudenza (fiqh), logica (mantiq) e retorica (bayân). Trasse inoltre grande profitto dalle lezioni di Šaykh ‘Abd ar-Rahmân ibn al-Qurûn, che viveva nei pressi del villaggio di Tulûqah, e di Šaykh Abû ‘Abdullâh al-Khurûbî, che lo istruì nell’ambito della Via spirituale. [3]

In seguito, l’Imâm al-Akhdarî compì diversi viaggi (rihal) per recarsi ad apprendere le scienze religiose presso centri di studio qualificati; si recò dunque a Tunisi, dove studiò presso l’antica università di az-Zaytûnah, e successivamente a Costantinopoli, dove studiò tra gli altri con Šaykh ‘Umar ibn Muhammad al-Kammâd, noto come al-Wazzân. [4]

L’insegnamento. Una volta ritornato in Algeria, si stabilì a Bintways, dove aprì una scuola (madrasah) all’interno di un centro spirituale (zâwiyah) precedentemente fondato da suo nonno, Muhammad ibn ‘Âmir. Questo divenne un centro di studi molto noto, che attraeva studenti anche da regioni molto distanti, e contribuì alla crescita ed alla formazione di diversi sapienti e studiosi di scienze religiose.

L’Imâm al-Akhdarî dedicò la maggior parte della sua vita al servizio della Tradizione (Dîn), tramite il suo apprendimento ed insegnamento. Egli si distinse per la sua dedizione ai riti (‘ibâdât), per il suo ascetismo (zuhd) e per la sua inclinazione a praticare ritiri solitari (khalwah) presso i monti circostanti la sua abitazione, sulla catena dell’Awrâs, limitrofa al deserto; compose diverse opere proprio durante questi periodo di ritiro, come Ad-Durratu l-Baydâ’ sul Monte Ahmad Haddu, e Al-Jawhar al-Maknûn, in cui leggiamo: «Questo libro fu completato durante la benedetta notte di Venerdì dell’ultimo giorno [del mese] di Rabî‘ al-Awwal dell’anno 952, in un’area del Monte ‘Iyâd». [5]

La morte. I biografi differiscono circa la data della sua morte: l’opinione più affidabile indica che sia morto nel 983/1575, in una regione chiamata Kuhâl; fu poi trasferito nella sua città d’origine, dove venne seppellito vicino a suo nonno Muhammad ibn ‘Âmir ed a suo fratello Ahmad ibn Muhammad, come egli stesso raccomandò ai suoi studenti, durante il periodo di malattia che precedette il suo decesso. [6]

Le sue opere. L’Imâm al-Akhdarî compose oltre 200 opere tra testi, commentari e poemi. Alcuni di essi sono stati stampati di recente, mentre altri sono disponibili solo in vecchie copie; di altri ancora restano solo i manoscritti, mentre alcuni stati definitivamente perduti, del tutto od in buona parte. Tra queste opere ricordiamo brevemente le seguenti:

  • Al-Jawhar al-Maknûn fî Thalâthati funûn, un’opera sulla retorica (balâghah);
  • un commentario sul Al-Jawhar al-Maknûn;
  • As-Sirâj fî l-Hay’ah, un poema sull’astronomia scritto quando aveva 19 anni;
  • Al-Durrah al-Baydâ’ fī ahsan al-Funûn, un poema di 500 versi sulla scienza dell’eredità e l’aritmetica, scritto quando aveva 19 anni, mentre studiava con suo padre; cominciò a compilare anche un commentario a quest’opera, ma fu rubato prima che potesse completarlo, e quando in seguito gli fu restituito non ebbe modo di portarlo a termine;
  • Azhar al-Matlab fî ‘ilm al-Usturlâb, un testo sull’utilizzo dell’astrolabio, sull’astronomia e sui pianeti, scritto quando aveva 24 anni;
  • un commentario sulla Sanûsiyyah, un testo sulla dottrina teologica (‘aqîdah);
  • As-Sullam al-Munawraq, un poema di 143 versi sulle regole della logica, scritto quando aveva 24 anni;
  • un commentario sul As-Sullam al-Munawraq;
  • un poema sulle regole della grammatica;
  • Al-Durrar al-Bahiyyah, una versione poetica del libro di grammatica Al-Ajurrûmiyyah;
  • Al-Farîdah al-Gharrâ’, un poema sulla dottrina teologica (‘aqîdah);
  • Al-Qudsiyyah, un poema sulla purificazione dell’anima e sull’abbandono delle eresie;
  • Mukhtasar fî l-‘ibâdât, un’opera sulla giurisprudenza (fiqh) dell’orazione rituale (salât);
  • un poema che mette in guardia dai danni dell’eresia (bid‘ah);
  • un poema in lode al Profeta (ﷺ);
  • Mishkât an-Nâs;
  • Nasîhatu s-Šabāb, che scrisse come ammonimento alla gioventù della sua epoca. [7]

Le sue opere sono state largamente accolte e diffuse per oltre 5 secoli, fino a tutt’oggi: gli studenti si sono dedicato al loro apprendimento, ed i sapienti le hanno commentate, trasmesse ed insegnate. A questo proposito, da un lato i sapienti ricordano come Allâh (ﷻ) possa talora mostrare la Sua accettazione, nei confronti dell’opera di un Suo servo, tramite l’accettazione di quest’opera da parte di altri Suoi servi; dall’altro indicano come quest’accettazione sia spesso legata alla sincerità (ikhs) con cui l’opera è stata realizzata, ed all’amore per la Tradizione profetica (Sunnah) ed all’odio per le innovazioni eretiche (bid‘a), che l’hanno animata.

Che Allâh (ﷻ) ne abbia misericordia e lo alloggi nei Suoi vasti giardini.


[1] Muhammad bin Makhlûq, Šajarat an-Nûr az-Zakîyah fî tabaqât il-Mâlikîyah.
[2] Ad esempio, rispettivamente, As-Sullam al-MunawraqAl-Jawhar al-Maknûn, conosciute e studiate tanto nell’Occidente arabo quanto in Oriente.
[3] Abû ‘Abdullâh Muhammad ibn ‘Alî al-Khurûbî fu giurisperito (faqîh), narratore di tradizioni profetiche (muhaddith) e spirituale. Nacque in Libia, in un villaggio nei pressi di Tripoli, ma crebbe in Algeria. Tra le sue opere, si ricordano Dhawil aflâs fî akhbârî Fâs, un’opera dedicata alla città di Fes, Al-Uns fî t-tanbîh ‘an ‘Uyûb an-nafs, un testo sulle criticità dell’ego, e Muzîl al-Lubs, un’opera sugli aspetti interiori degli atti di adorazione. Morì nel 963/1556.
[4] ‘Umar ibn Muhammad al-Kammâd, noto come al-Wazzân, fu uno dei grandi sapienti di Costantinopoli: giurisperito (faqîh), spirituale, esperto tanto nella logica quanto nella scienza delle narrazioni profetiche. Tra le sue opere, si ricordano Al-Bidâ‘ah al-Muzjâh, una raccolta di opinioni (fatâwâ) riguardanti la giurisprudenza e la dottrina teologica, ed un breve commentario (hâšiyah) all’opera di as-Sanûsî.
[5] Il carattere di “modello esemplare” (qudwah) che contraddistingue i sapienti tradizionali eccede spesso e volentieri l’aspetto strettamente “legale” (šar‘î) di osservanza scrupolosa dei precetti (ahkâm) della Legge sacra, per realizzarsi nell’ambito più profondo ed estensivo dell’adesione e della vivificazione dell’esempio profetico (sunnah) e della condotta tradizionale (adab).
In questo senso, l’inclinazione dell’Imâm al-Akhdarî al ritiro ed alla frequentazione di luoghi solitari ricalca direttamente la consuetudine del Profeta Muhammad (ﷺ), che fin da prima della discesa della Rivelazione divina era solito isolarsi in ritiro solitario tra i monti circostanti la città della Mecca – e fu proprio presso la grotta di Hirâ’ (Ghâr Hirâ’), sul Monte della Luce (Jabal an-Nûr), che ebbe luogo la prima rivelazione (nuzûl).
[6] L’intera vicenda terrena dell’Imâm si svolge nel solco di una tradizione familiare ben consolidata: nato in una famiglia lungamente dedita alla trasmissione della Conoscenza, crebbe in un ambiente familiare particolarmente benefico ed educativo, e ricevette dai suoi parenti più prossimi i rudimenti della sua istruzione religiosa e le prime nozioni della sua formazione sapienziale. Successivamente, dopo aver compiuto i suoi studi presso centri di studi qualificati, tornò nella sua terra ed aprì una scuola dando continuità ad un’istituzione precedentemente fondata da suo nonno, vicino al quale indicò poi di farsi seppellire.
[7] Râmî Nsour al-Idrîsî, The Abridgement of al-Akhdari; Taybah Foundation.
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