Il radicamento contro il radicalismo

maqam_imam_nawawiLa drammatica notizia dell’uccisione di 12 persone in Francia, di diverse decine di persone nello Yemen, e della distruzione del mausoleo dell’Imâm an-Nawawî, nei pressi di Damasco, ci indica chiaramente una cosa: l’Islâm in Europa deve – e dovrà sempre più – riallacciarsi coerentemente all’eredità sapienziale dei rappresentanti qualificati della Tradizione profetica, e dovrà sempre meno esprimersi in termini di dichiarazioni estemporanee e personalistiche, di meschine contrapposizioni partitiche e settarie, di maldestre strategie di cooptazione politica.

Dinanzi alla sedizione montante – che oggi si costituisce definitivamente come un rischio concreto e come una minaccia tangibile per noi tutti – è mandatorio assumere definitivamente un profilo di integrità e di solidità intellettuale, che soltanto l’effettiva e vivificante adesione alla Tradizione può conferire, a fronte del duplice estremismo di un integrazionismo maldestro ed autoreferenziale e di un integralismo infondato e distruttivo.

Ad un radicalismo disorientato e venefico – così come a coloro che ne vorrebbero fare un pretesto ed un motivo di ostilità nei nostri confronti – siamo chiamati a contrapporre serenamente un radicamento intellettuale coerente e fecondo: assumiamoci la responsabilità – non di profonderci in scuse, dissociazioni e distinguo che non siamo tenuti ad esprimere – bensì di apprendere e di trasmettere fedelmente quell’autentica Parola di verità e misericordia di cui, nell’epoca moderna, l’Europa non ha perlopiù ancora avuto notizia, e che, sola, può luminosamente far breccia nelle tenebre di quest’epoca buia.

Il contributo della Comunità islamica al superamento di questa crisi sta dunque nella promozione e nel sostegno di quegli studiosi e studenti musulmani che possano contrapporsi intellettualmente a determinate dinamiche, e rappresentare dinanzi ai non musulmani una testimonianza autorevole e non autoreferenziale dell’insegnamento Islamico autentico – coloro che, fino ad oggi, sono stati invece ignorati ed emarginati.

Che Dio abbia misericordia dei nostri Paesi e dei loro abitanti, e di noi tutti, che ne siamo specificamente e provvidenzialmente responsabili.

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