Una risposta civile alla violenza ed alla confusione

Charlie HebdoDopo l’Onnipotenza divina – che vige perennemente su ogni cosa, e che ci lascia completamente sereni e fiduciosi, rispetto a quanto deve o non deve accadere – l’unica cosa certa, in seguito ad un attentato pluriomicida poco chiaro sotto molti punti di vista, è che l’aggressione di ieri costituisce soprattutto un punto di svolta decisivo per le prospettive di convivenza civile e di sviluppo sociale e culturale dell’Islâm in Europa, e pone la maggior parte dei Musulmani europei in una condizione di estrema soggezione e vulnerabilità, se non proprio di pericolo diretto ed imminente. 

L’omicidio di 12 persone, da parte di due giovani cittadini Francesi, non ha suscitato soltanto un’ondata di sdegno e di commozione, manifestazioni partecipate e numerosi interventi pubblici da parte di esponenti politici ed istituzionali; ha dato luogo altresì ad un’immediata psicosi collettiva e ad una violenta reazione islamofoba – che è già sfociata in diversi attentati incendiari ed aggressioni – alla prospettiva di rapidi provvedimenti legislativi che potrebbero conculcare le libertà personali dei cittadini Europei, ed all’esplicita possibilità di incrementare ulteriormente la pressione militare e l’ingerenza dei Paesi europei in contesti extra-comunitari.

Dinanzi a tutto ciò, è opportuno notare come, dopo diversi decenni di bombardamenti, colpi di Stato, invasioni ed occupazioni militari, embarghi economici e sanitari, ed ingerenze politiche e culturali, le popolazioni Arabo-musulmane sono invece ancora disponibili – nella loro stragrande maggioranza, ed al netto delle strumentali distorsioni che ne offrono i media – a comprendere e ad attestare la differenza tra i governi e le politiche Occidentali, da un lato, e la cultura e la tradizione Europea, dall’altro, nonché a tutelare ed a proteggere la presenza di minoranze non-musulmane nei loro territori, così com’è avvenuto ed avviene ininterrottamente da oltre un millennio.

Riflettere su questi elementi permetterebbe di comprendere meglio quale sia, in buona misura, l’origine e la natura di determinati fenomeni devianti – che a tutt’oggi affliggono innanzi e soprattutto le popolazioni musulmane, e soltanto marginalmente i non-musulmani residenti in Occidente – e di valutare altresì in maniera ben più appropriata quale Civiltà possa considerarsi eventualmente “superiore” all’altra, al di là di parametri di ordine meramente materiale ed economicistico.
Una Civiltà – quale che sia – che resti stabilmente orientata verso il Sacro, e verso il dovuto rispetto delle Sue prerogative, resterà sempre e comunque protetta da quel confuso disorientamento, scostante e vulnerabile alle più diverse suggestioni, che determina invece un’instabilità intrinseca e generalizzata, la quale mette seriamente a repentaglio la salute e la sicurezza di tutti i suoi abitanti.

Come credenti e come cittadini europei – nonché come membri e come rappresentanti, nel nostro piccolo, della Civiltà islamica – il nostro impegno dev’essere dunque quello di operare con la massima saggezza, costituendoci sempre più come elemento positivo e costruttivo per le società in cui viviamo, praticando la nostra fede con chiarezza e serenità, e proteggendo noi stessi e le nostre comunità da qualsiasi cedimento od ansietà di ordine dottrinale o spirituale, sotto la spinta di pressioni politiche od ideologiche che da oggi andranno rafforzandosi ed aggravandosi sensibilmente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...