«Iddio nobiliti il suo volto»

D: Cosa significa l’espressione «Iddio nobiliti il suo volto» (karrama-Llâhu wajhahu) e perché alcuni l’hanno adottata nei confronti di Sayyidunâ ‘Alî ibn Abî Tâlib?

R: L’espressione «Iddio nobiliti il suo volto» (كرّم الله وجهه) costituisce un’eulogia di benedizione, laddove per «volto» ci si può riferire – a seconda dei casi – tanto ad una parte specifica di una persona o di un oggetto, quanto alla persona od all’oggetto in se stesso – analogamente a quanto vale per i termini «pupilla degli occhi», «cuore», etc.

La medesima espressione è riportata nel Musnad dell’Imâm Ahmad in riferimento all’Inviato di Allâh (ﷺ) – laddove egli giurò esprimendosi in questi termini (ﷺ): «Per Colui che nobilitò il volto di Muhammad» (والذي كرم وجه محمد).

Essa fu rivolta a Sayyidunâ ‘Alî ibn Abî Tâlib (Iddio ne sia soddisfatto) da alcuni esponenti delle prime generazioni di musulmani (salaf), quando gruppi estremisti cominciarono ad opporglisi ed a maledirlo dicendo «Iddio ne annerisca il volto» (سوّد الله وجهه): la Gente della Tradizione profetica e del Consenso sapienziale (Ahl as-Sunnah wa l-Jamâ‘ah) si contrappose in tal modo ai suoi detrattori, esprimendogli sostegno e riverenza. [1]

E’ stato detto altresì che tale eulogia si riferisca al fatto che egli non abbia mai guardato alle parti considerate intime (‘awrah) di un’altra persona, o che non si sia mai prostrato ad un idolo in vita sua, nemmeno prima del suo ingresso nell’Islâm. [2]

Allo stesso proposito, at-Tabarânî e al-Hâkim nel Mustadrak hanno inoltre riportato da ‘Abdullah ibn Mas‘ud (Iddio ne sia soddisfatto) che l’Inviato di Dio disse (ﷺ): «Guardare ‘Alî è adorazione» (النظر إلى علي عبادة) – hadîth la cui autenticità è stata discussa da diversi sapienti, ma attestata dall’Imâm Ibn Hajar al-Haytamî e altri. [3]

Unitamente all’invocazione di misericordia più comune e diffusa – «che Iddio ne sia soddisfatto» (رضي الله عنه), generalmente rivolta a tutti i Compagni (sahâba) dell’Inviato di Dio [4] – numerosi sapienti e pii musulmani conservarono e trasmisero dunque anche quest’eulogia in favore di Sayyidunâ ‘Alî, rispetto a cui vale perciò il principio indicato dai giuristi: «Una pratica ereditata – cioè consensualmente trasmessa tra generazioni di sapienti – non può costituire un’innovazione eretica». والله اعلم


[1] فتاوي رشيديه، ص 109

[2] غذاء الألباب في شرح منظومة الآداب للإمام السفاريني الحنبلي 25/1

[3] مستدرك الحاكم 151/3، الصواعق المحرقة على أهل الرفض والضلال والزندقة لابن حجر الهيتمي 360/2

[4] تفسير الطبري 54/1-572/23، كتاب الام للشافعي 231/1، جامع بيان العلم وفضله 81/3

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