I nobili sandali dell’Inviato di Allah

sandal-poetry La civiltà islamica – tanto nel suo complesso quanto nei suoi elementi specifici – è interamente imperniata sulla figura, la funzione e l’insegnamento del Profeta (ﷺ), la cui sottovalutazione od il cui ridimensionamento costituisce una delle principali cause della decadenza e della crisi della cultura tradizionale dei Paesi arabo-musulmani.

A questo proposito, ogni cosa che abbia a che fare col Profeta Muhammad (ﷺ) costituisce per il credente una fonte di benedizione, cui l’intera società tradizionale tributa rispetto e venerazione.

Ciò vale, ad esempio, anche per i suoi nobili sandali (na‘layn), di cui lo Shaykh Sayyid Muhammad Abû l-Hudâ al-Yaqoubî (Allah lo protegga e lo sostenga) ha detto:

Perfino i sandali del Profeta (ﷺ) sono una fonte di benedizione (baraka) ed un motivo di trionfo. Noi indichiamo infatti il sandalo col termine na‘l (نعل), e nella stessa lingua Araba utilizziamo l’espressione na‘lun na‘lû bi-hi (نعل نعلو به): «un sandalo tramite il quale siamo elevati», dal verbo a‘lâ/ya‘lû – che indica appunto l’idea di elevazione.

Il Profeta stesso (ﷺ) è menzionato frequentemente come “il Detentore dei due Sandali” (Sâhibu n-na‘layn), nelle odi e nelle invocazioni tradizionali composte in suo onore; lo Shaykh Muhyî d-Dîn Ibn al-‘Arabî ha indicato inoltre come proprio i sandali costituiscano un elemento caratteristico del vestiario dei Profeti. [1]

Il profondo rispetto e la scrupolosa premura per le calzature del Profeta (ﷺ) non costituiscono un fenomeno recente o tardivo, bensì una parte integrante della devozione tributata nei confronti dell’Inviato di Allah fin dalle prime generazioni di musulmani (as-salaf as-sâlih). Si riporta ad esempio da Ibn Sa‘d che Anas ibn Mâlik (Allah ne sia soddisfatto) era conosciuto appunto come il portatore (kânat) dei sandali del Profeta (ﷺ) – ciò che rappresentava dunque una caratteristica distintiva ed un motivo di onore; analogamente, si narra che ‘Abdullâh ibn Mas‘ûd (Allah ne sia soddisfatto) fosse solito alzarsi non appena il Profeta (ﷺ) si metteva a sedere, per prendere i suoi sandali e tenerli sotto il braccio, calzandoglieli nuovamente non appena egli desiderasse levarsi in piedi. [2]

Si tramanda che i Sandali del Profeta (ﷺ) fossero dotati di due cinghie, così come quelli di Sayyidunâ Abu Bakr e Sayyidunâ ‘Umar, mentre Sayyidunâ ‘Uthmân fu il primo a calzare sandali con una cinghia sola (Allah sia soddisfatto di tutti loro). [3]

L’Imâm al-Qastallânî ha trasmesso da Sayyidunâ Abû Ishâq az-Zuhrî – uno dei successori (tâbi‘ûn) dei Compagni del Profeta (ﷺ) – che Sayyidunâ Qâsim ibn Muhammad disse:

[Come esempio] della comprovata benedizione dell’esemplare del Sandalo del Profeta (ﷺ), c’è che chiunque l’abbia in suo possesso per beneficiare della sua influenza spirituale (tabarruk) sarà preservato dalla sedizione dei ribelli e dalla soggiogazione da parte dei nemici, e vi sarà una barriera tra lui e qualsiasi demone, e tra lui e l’invidia dell’invidioso. Se una donna in gravidanza lo terrà nella sua mano destra durante il travaglio, il parto risulterà più agevole, col permesso di Allâh. [4]

Durante l’epoca del califfato di Sayyidunâ ‘Umar (Allah ne sia soddisfatto), laddove fosse sanzionata la somministrazione di una pena corporale, egli era solito porre un frammento dei Sandali del Profeta (ﷺ) sulla sferza: nella speranza che la punizione potesse concorrere ad un pentimento sincero e ad un completo ravvedimento, da parte del condannato, il contatto del frammento di sandalo avrebbe altresì contribuito a proteggere il suo corpo e la sua anima, tanto dal dolore fisico quanto dal castigo ultraterreno.

Al tempo dell’Imâm an-Nawawî, l’istituto Dâr al-Hadîth di Damasco era in possesso di un nobile sandalo dell’Inviato di Allah (ﷺ): esso era conservato in una teca di legno, posta al di sopra dell’abside (mihrâb) della locale moschea. L’Imâm Abû Hafs al-Fakihânî – giurisperito Malikita, sapiente della scienza del Hadîth, storico e filologo, che Allah ne abbia misericordia – visitò Damasco appositamente per poter beneficiare dell’influenza spirituale (baraka) legata a quella preziosa reliquia. Il muhaddith Jamâl ad-Dîn Ibn Hadîda al-Ansârî ha narrato a questo proposito:

Mi trovavo con lui. Quando vide quel nobilissimo sandalo, si scoprì il capo e cominciò a baciarlo ed a sfregarvi il volto. Presero a sgorgargli le lacrime, e dunque recitò:

ولو قيل للمجنون: ليلى ووصلها
تريد أم الدنيا وما في طواياها
لقال: غبار من تراب نعالها
ألذ إلى نفسي وأشهى لبلواها

«E se fosse chiesto al Folle d’amore: “desideri Laylâ e l’esser con lei
od il mondo terreno e ciò che contiene?”,
certamente direbbe: “I grani della polvere dei suoi sandali
sono più deliziosi per la mia anima, e più benefici per le sue tribolazioni”» [5]

A proposito dell’onore tributato all’immagine stessa dei Sandali benedetti, spesso riprodotta in forma stilizzata, l’Imâm az-Zarqânî ha detto: “Se possibile, bacia la terra che è stata toccata dai sandali, altrimenti, bacia un’immagine dei sandali”. [6]

naalayn

Lo Shaykh Sayyid Muhammad Abû l-Hudâ al-Yaqoubî (Allah lo protegga e lo sostenga) ha narrato di come – ancora bambino – fosse solito accompagnare suo padre Ibrâhîm (Allah ne abbia misericordia) quando si recava a tenere lezione presso la Moschea Darwîshiyyah di Damasco, dove insegnò durante tutta la sua vita. All’ingresso di quella moschea, sul suo lato destro, per onorare l’edificio il fondatore Darwîsh Pâshâ – all’epoca, governatore Ottomano della città – fece apporre una riproduzione stilizzata dei sandali del Profeta (ﷺ), sovrastata da due righe di poesia:

يا ناظراً لمثالِ نَعلِ نَبيهِ قبِّل مِثالَ النَعلِ لا مُتكبّراً
وَامسِح بِوَجهِكَ نَعلَهُ إذ مسّهُ قدَمُ النبيّ مُرَوّحاً ومُبكّرا
«O tu che guardi l’immagine del Sandalo del Profeta, baciala senza arroganza,
e sfrega la tua guancia sul Suo Sandalo,
poiché i piedi del Profeta l’hanno toccato quand’egli usciva a sera e a mane»

Shaykh Ibrâhîm al-Yaqoubî (Allah ne abbia misericordia) raccomandava dunque a suo figlio di baciare quell’immagine ogni qualvolta entrasse o uscisse dalla moschea – in segno di amore per il Profeta (ﷺ) e di rispetto per tutto ciò che è legato a lui.

Al-Qastallânî ha riportato inoltre un verso attribuito all’Imâm al-Qurtubî, che significa:

Mi sono concentrato sulle onde di luce che emanavano dai sandali benedetti, e [ho compreso che] finché ci inchiniamo dinanzi a loro [con umiltà], saremo onorati: perciò, portalo sopra il capo, poiché esso è invero una corona, benché apparentemente sia un sandalo. [7]

Portare con sé l’immagine del Sandalo del Profeta (ﷺ), come forma di rammemorazione del proprio legame spirituale con Lui e come invito continuo all’obbedienza ed all’amorevole umiltà nei Suoi confronti, può dunque considerarsi un motivo di beneficio, apponendola nei locali in cui si abita o si lavora, portandola con sé e perfino sulle proprie vesti – com’è uso tra molti Sapienti musulmani, i cui copricapi ne sono spesso ornati.

Tra le numerose opere che i Sapienti musulmani hanno dedicato nel corso dei secoli alla descrizione ed all’elogio dei Sandali dell’Inviato di Allah (ﷺ), vi sono ad esempio “Timthâlu Na‘li n-Nabiyy” dell’Imâm Ibn ‘Asâkir, “Qurrat al-‘aynayn fî tahqîq amr al-Na‘layn” dell’Imâm Shams al-Dîn al-Muqri’, “Fath al-muta‘âl fî madh al-Ni‘âl” dell’Imâm Abû al-‘Abbâs al-Maqqarî, e “Al-La’ali’ al-Majmû‘a min bâhir al-nizâm wa bâri‘ al-kalâm fî sifat Mithâl Na‘li Rasûl Allâh”, nonché quella dell’Imâm Abû Ishâq al-Sullamî, conosciuto come Ibn al-Hâjj, e quella dell’Imam Sirâj al-Dîn al-Bulqînî.

In conclusione, ha detto bene l’Imâm Yûsuf Nâsir ad-Dîn an-Nabhânî, laddove disse:

على رأس هذا الكون نعل محمد
علت فجميع الخلق تحت ظلاله
إني خدمت مثال نعل المصطفى
لأعيش في الدارين تحت ظلالها
In capo a questo mondo è posto il Sandalo di Muhammad:
è stato innalzato, e tutto il creato è sotto la sua ombra (..)
Invero ho servito l’esemplare del Sandalo di Mustafâ
per vivere nelle due Dimore sotto la Sua protezione [8]

E la Pace e la benedizione divina siano sul Detentore dei due Sandali (Sâhibu n-na‘layn), il Prescelto (Al-Mustafâ), il nobilissimo Profeta Muhammad, sulla Sua Famiglia e sui Suoi Compagni, e su tutti coloro che li seguono nella fede, fino al Giorno del Giudizio.


[1] Mullah ‘Alî Qârî, Sharh Shamâ’il at-Tirmidhî.

[2] سبل الهدى والرشاد للإمام الصالحي 318/8

[3] 71/10 الشمائل المحمدية للإمام الترمذي

[4] مواهب اللدنية للإمام القسطلاني

[5] Haddâd, Tawassul through the Awliyâ.

[6] 48/5 شرح الزرقاني على المواهب اللدنية بالمنح المحمدية

[7] 470/2 مواهب اللدنية للإمام القسطلاني

[8] 948/3 جواهر البحار في فضائل النبي المختار

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Un pensiero su “I nobili sandali dell’Inviato di Allah

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