Dichiarazione di Grozny sull’identità Sunnita

Definizione dell’ortodossia Sunnita nel credo, nella giurisprudenza e nella spiritualità, e denuncia delle conseguenze legate alla devianza da essa e alla sua perversione nell’epoca contemporanea 

Nel Nome d’Iddio, il Clemente, il Misericordioso

Sia lode (hamd) a Dio, il Signore dei mondi, e che la grazia (salât) e la benedizione divina discendano sul nostro Signore Muhammad, sulla sua famiglia e su tutti i suoi compagni.

A fronte dei tentativi perpetrati da parte di alcuni sediziosi, estremisti ed eretici, di appropriarsi dell’onorevole titolo di “Sunniti” (Ahlu s-Sunnah wa l-Jamâ‘a), gettando così discredito sull’intera religione Islamica con le loro azioni perverse, il 21 Dhu l-Qi‘dah 1437 (25 Agosto 2016) si è tenuta la Conferenza Mondiale dei Sapienti (‘ulamâ’) Musulmani – in ricordo dello Shaykh martire, il Presidente Ahmad Hajj Kadyrov (Dio ne abbia misericordia) [1] – dedicata al tema: “Che cosa si intende per Islam sunnita? Definizione dell’ortodossia Sunnita nel credo, nella giurisprudenza e nella spiritualità, e denuncia delle conseguenze legate alla devianza da essa e alla sua perversione nell’epoca contemporanea”.
Patrocinata dal Presidente Ramzan Kadyrov, la Conferenza si è svolta alla stimata presenza di Sua Eccellenza il Grande Imam, lo Shaykh al-Azhar, nonché di mufti e di più di duecento Sapienti musulmani provenienti da ogni parte del mondo [in rappresentanza delle principali autorità tradizionali Sunnite] [2]. Grozny-ConferenceGli esiti della conferenza si possono riassumere come segue [3]:

  • Il discorso di apertura di Sua Eccellenza il Grande Imam, lo Shaykh al-Azhar, è stato adottato come documento fondamentale della Conferenza.

Sulla centralità delle scuole classiche e della spiritualità tradizionale

  • La Gente della Sunnah e del Consenso sapienziale (Ahlu s-Sunnah wa l-Jamâ‘a) è composta dagli Ash‘ariti e dai Maturiditi – nonché dai Tradizionisti (Ahlu l-Hadîth) la cui dottrina sia conforme all’ortodossia classica – nell’ambito del credo (i‘tiqâd); dai seguaci delle quattro scuole classiche (madhâhib) – Hanafiti, Malikiti, Shafi‘iti e Hanbaliti – nell’ambito della giurisprudenza (fiqh); e dalla Gente del Sufismo (Tasawwuf) autentico, caratterizzato dalla conoscenza, dalla moralità e dalla purezza, secondo la via dell’Imam Junayd, Principe della Gente spirituale, e di coloro ne hanno praticato la metodologia tra le Guide della spiritualità.

Sull’articolata complessità scientifica dell’interpretazione ortodossa

  • Tale metodologia rispetta le scienze ausiliarie della Rivelazione [islamica], esprime correttamente le caratteristiche e le finalità della religione Islamica, tutela le persone e gl’intelletti, preserva la Religione da qualsiasi alterazione o abuso, protegge i beni e la dignità, e tramanda complessivamente le più eccellenti caratteristiche e le più nobili virtù.
  • Il Nobile Corano è [infatti] simile a un sacro recinto, attorno sono disposte diverse scienze ausiliarie e complementari, che servono a capirne esattamente i significati, a comprenderne gli scopi e le finalità legate a[lla Volontà di] Dio, a dedurne le diverse conoscenze che vi sono depositate, a tradurne i versetti in vita e in civiltà, in etica, in arte e in moralità, in misericordia e in felicità, in fede e in sviluppo, nella diffusione della pace e della sicurezza nel mondo – affinché i diversi popoli, culture e civiltà possano costatare coi loro occhi che questa Religione è una misericordia per i mondi, e un motivo di felicità in questa vita e nell’Altra.
  • La metodologia Sunnita e la più completa, la più dettagliata e la più precisa fra quelle adottate dalle genti musulmane, quella che offre disposizioni più nitide e che seleziona con maggior accuratezza le opere sapienziali e i curricula di studio, in maniera tale che questi esprimano nella maniera più corretta il modo in cui la mentalità musulmana comprende la nobile Legge divina e la complessità della realtà contemporanea – e dunque la maniera più adatta per porle in relazione tra loro e conciliarle positivamente.

Sul ruolo di guida e salvaguardia delle istituzioni sapienziali tradizionali

  • Le scuole sapienziali, che per molti secoli hanno espresso la metodologia Sunnita, hanno formato centinaia di migliaia di Sapienti e dotti, i quali si sono diffusi in tutto il mondo – dalla Siberia alla Nigeria, da Tangeri (Marocco) a Giacarta (Indonesia) – assumendo i ruoli e le posizioni più disparati: dall’ufficio di mufti all’amministrazione della giustizia, dall’insegnamento alla predicazione, grazie alle loro attività si è potuta diffondere la sicurezza nelle società, si sono potuti spegnere i focolai del conflitto e della sedizione, si sono avvicinate le nazioni tra loro e si sono divulgate conoscenze corrette e autentica consapevolezza.
  • Nel corso della storia, la comunità Sunnita ha vigilato l’insorgere di ogni pensiero deviante, nonché le posizioni e i concetti dei diversi gruppi e sette, soppesandoli sulla bilancia della conoscenza, della critica scientifica e della confutazione intellettuale. Essa ha mostrato coraggio e determinazione nell’affrontare i fenomeni di devianza, adoperando gli strumenti di discipline ben fondate scientificamente per esaminarli e correggerli. Ogni qualvolta le metodologie sapienziali Sunnite sono state ravvivate, le correnti dell’estremismo si sono ritirate, e la condizione della Comunità muhammadiana è stata rettificata nel suo complesso, affinché fosse libera di dedicarsi alla coltura e al progresso della civiltà umana.E’ in questo contesto che sorsero alcune delle figure più geniali tra i sapienti e gli scienziati, che diedero il loro contributo scientifico nei campi dell’algebra, della geometria analitica, della trigonometria, della medicina, della farmacologia, della scienza animale e vegetale, delle scienze ambientali, dell’astronomia, etc [..] – così come in diverse altre scienze: questi furono frutti innegabili della metodologia sapienziale adottata dalla comunità Sunnita [e del suo approccio integrato al complesso delle discipline scientifiche].

Sulla condanna delle eresie e dell’estremismo antico e contemporaneo

  • Nel corso della storia, si sono susseguite correnti di pensiero malsano e deviante che hanno pretesto di ascriversi alla Nobile Rivelazione [islamica], che si sono contrapposte alla corretta metodologia sapienziale – tentando [perfino] di distruggerla – e che hanno minato la sicurezza e la stabilità della gente.La prima di queste correnti deviate e nocive fu quella dei sediziosi (khawârij) antichi, per arrivare fino ai sediziosi dell’epoca contemporanea – tra coloro che invitano al salafismo connotato dall’accusa generalizzata di apostasia nei confronti dei musulmani (salafiyyah takfiriyyah), ISIS (Dâ‘ish) e altre correnti estremiste che lo hanno imitato, il cui denominatore comune è rappresentato da una profonda perversione [degli insegnamenti religiosi], da una dottrina priva di fondamento e da un’interpretazione della religione autoreferenziale, basata sull’ignoranza. Ciò ha dato adito a dozzine di concetti erronei, di pensieri nocivi e di interpretazioni infondate, dalle quali sono scaturite l’accusa di miscredenza nei confronti dei musulmani (takfîr) e la devastazione, lo spargimento di sangue e la desolazione – nonché la diffamazione stessa dell’Islam, che ha provocato la diffusione dell’ostilità e dell’inimicizia nei suoi confronti.

    Ciò ha reso necessario che i testimoni fedeli di questa religione benedetta prendessero chiaramente le distanze da quest’aggressione, e ne mostrassero l’estraneità da tutto ciò che le viene erroneamente attribuito, secondo l’insegnamento stesso del Profeta (che la pace e la benedizione di Dio siano su di lui), che disse nella tradizione autentica: “Questa conoscenza [della Religione] sarà trasmessa in ogni generazione dai suoi testimoni fedeli, che la monderanno dalle devianti distorsioni degli estremisti, dalle infondate attribuzioni dei falsari e dalle interpretazioni fallaci e autoreferenziali degli ignoranti”.

  • A Dio piacendo, questa conferenza conduce a un importante e significativo punto di svolta nella rettificazione della grave e pericolosa alterazione che ha caratterizzato per lungo tempo l’espressione “Islam Sunnita” – in seguito ai tentativi degli estremisti di appropriarsi di questo titolo onorifico, di riferirlo soltanto a se stessi e di escluderne ed estrometterne i suoi legittimi rappresentanti.
  • Tale rettificazione è resa possibile dall’adeguata applicazione della metodologia sapienziale tradizionale, scientificamente ben fondata, adottata dalla nostra grande scuola [della tradizione classica Sunnita], la quale rappresenta la valvola di sicurezza per smantellare la propaganda estremista, tramite l’efficace divulgazione di messaggi di pace, di sicurezza e di misericordia per i mondi – fino a quando, a Dio piacendo, tutti i nostri Paesi [legati alla tradizione dell’Islam Sunnita] possano ritornare ad essere pulpiti di luce e sorgenti di guida.

La conferenza si può riassumere inoltre nell’indicazione di diverse raccomandazioni:

Promozione delle istituzioni sapienziali e dell’insegnamento tradizionale

  • Le grandi scuole sapienziali riacquisiscano consapevolezza di se stesse, della loro storia e del retaggio dei loro antichi e originari metodi educativi, facendo ritorno ad un insegnamento integrato del complesso delle discipline scientifiche [tradizionali e moderne], tale da formare Sapienti e studiosi che possano svolgere funzioni di guida e di riferimento, contrastare l’insorgenza di pensieri devianti, diffondere la conoscenza e la pace sociale e proteggere le nazioni [dalla violenza].
  • Le istituzioni sapienziali tradizionali – come la nobile Università di al-Azhar (Egitto), al-Qarawiyyin (Marocco) e az-Zaytuna (Tunisia), insieme ai loro centri scientifici e di ricerca – innalzino il grado di cooperazione tra loro, e così con le istituzioni religiose e scientifiche della Federazione Russa [e degli altri Paesi].
  • Si accresca la cura e l’attenzione verso la qualità dell’insegnamento delle scienze islamiche nel loro complesso, e delle scienze dei fondamenti del diritto (usûl al-fiqh) e della teologia in maniera specifica, così da regolare e verificare il pensiero religioso e confutare le categorie dell’estremismo e dell’ateismo [laicista].
  • Le istituzioni sapienziali Sunnite introducano borse di studio per coloro che desiderino studiare le scienze islamiche tra i musulmani di Russia [e del mondo].
  • Si inaugurino piattaforme di e-learning per gli studi per corrispondenza, in modo da diffondere più efficacemente la cultura della sicurezza, a beneficio di tutti coloro che desiderino ricercare la conoscenza e la saggezza tradizionali, pur non avendo la possibilità di perseguire un regolare iter educativo [in loco].

Ricerca scientifica e mezzi di comunicazione

  • Si promuova un centro di ricerca scientifica nella Repubblica Cecena [e nei diversi Paesi] per il monitoraggio e lo studio delle sette contemporanee e della loro propaganda, con l’istituzione di una banca dati documentata che contribuisca all’analisi critica e alla confutazione del pensiero estremista e delle sue categorie.
  • Si dedichino la necessaria cura e attenzione verso i canali dei social media, e si promuova la specializzazione scientifica nelle conoscenze e nelle capacità idonee ad esprimere su questi mezzi di comunicazione una presenza forte ed efficace [che ne contrasti gli abusi e le strumentalizzazioni settarie].
  • Si promuova un canale televisivo, in ambito Russo [e ovunque ve ne sia l’opportunità], che trasmetta ai cittadini l’immagine corretta della Religione islamica, concorrendo a contrastare l’estremismo e il terrorismo.

Responsabilità dei governi e dei legislatori

  • I governi siano informati della necessità di sostenere le istituzioni religiose e i centri di ricerca basati un approccio equilibrato, mettendoli in guardia rispetto al pericolo che corrono laddove compromettano le politiche di equilibrio [tra i diversi elementi della società civile, per via di politiche settarie e discriminatorie] e fomentino conflittualità tra i diversi discorsi religiosi – atteggiamento che non fa che acuire le tensioni nella società, e la frammentazione tra le sue componenti.
  • I governi siano incoraggiati a promulgare leggi che sanzionino la diffusione e la propaganda dell’odio, l’incitamento alla sedizione e all’anarchia, il conflitto civile e il vilipendio delle istituzioni.

Auspici e prospettive

  • I partecipanti auspicano che questa importante Conferenza si riunisca in maniera continuativa e regolare, così da poter operare per realizzare i nobili scopi che si è prefissa, tenendo il passo con le sfide emergenti e affrontandole con efficacia.
  • Viene costituita una commissione, per il monitoraggio dell’effettiva applicazione delle conclusioni e delle raccomandazioni contenute nella presente dichiarazione.

Seguono ringraziamenti e saluti conclusivi alle locali istituzioni civili e sapienziali (..).

La grazia (salât) e la benedizione divina discendano sul nostro Signore e Maestro Muhammad, sulla sua famiglia e su tutti i suoi compagni.

Grozny, 24 Dhu l-Qi‘dah 1437 (27 Agosto 2016)
Traduzione italiana, adattamento e note di Ibrahim G. Iungo


[1] Akhmad Kadyrov (1951-2004), prima Gran Mufti e poi Presidente della Repubblica Cecena. Dopo aver combattuto per l’indipendenza della Cecenia, prese le distanze dal movimento separatista quando questo venne infiltrato dall’ideologia islamista e dall’afflusso di guerriglieri stranieri. Fu ucciso in un attentato, rivendicato dagli islamisti.

[2] La Conferenza ha riunito alcune delle principali autorità sapienziali Sunnite, tra cui – oltre al Grande Imam, lo Shaykh al-Azhar – il Principe Ghazi di Giordania, presidente del Consiglio dei fiduciari del Royal Aal al-Bayt Institute for Islamic Thought di Amman, nonché consigliere e inviato di Re Abdullah II per gli affari religiosi; Shaykh Ahmad al-‘Abbadi, segretario  generale della Lega Muhammadiyyah dei Sapienti del Marocco, nonché consigliere di Re Mohammed VI; Shaykh Idris al-Fihri, vicepresidente dell’Università di al-Qarawiyyn, Shaykh Usama al-Azhari, consigliere del Presidente della Repubblica Araba d’Egitto per gli affari religiosi; Shaykh al-Habib ‘Umar ibn Hafizh, presidente del Dar al-Mustafa di Tarim, e Shaykh al-Habib ‘Ali al-Jifri.

La grande autorevolezza, l’alto numero e la variegata diversità delle provenienze delle autorità sapienziali coinvolte nell’iniziativa, costituiscono altrettanti elementi che pongono questa Conferenza ben al di là dello specifico contesto politico che ne ha eventualmente promosso l’organizzazione, cui alcuni critici hanno cercato di ridurla.

[3] Mantenendo inalterato il testo della Dichiarazione, è stata introdotta una capitolazione che consenta di distinguerne chiaramente le tematiche principali; l’elencazione delle raccomandazioni finali è stata poi riordinata in maniera da darne un quadro più organico e fruibile, al di là del contesto locale in cui sono state formulate.

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