Islam contro islamismo

«Non credo che in alcun periodo della nostra storia Islamica abbiamo fronteggiato una minaccia simile, dinanzi a cui abbiamo ora bisogno di unirci, per combatterla: come Musulmani, e in particolare come Sapienti musulmani.»
(Shaykh Muhammad al-Yaqoubi, già insegnante presso la Moschea ‘Umayyade di Damasco, autore di Refuting ISIS)

L’estremismo e la violenza islamista costituiscono una minaccia esiziale, oltre che per la convivenza civile nei Paesi che ne vengano affetti o colpiti, per i Musulmani stessi e per la loro autentica tradizione di fede.

L’Islam presenta infatti una dottrina teologica, una giurisprudenza classica e un’educazione spirituale, che l’islamismo riduce e perverte in propaganda ideologica, moralismo violento e militanza eversiva; l’Islam ha una filosofia politica e un’etica pubblica, laddove l’islamismo è un’ideologia politica e un tentativo di monopolio morale della fede. Il primo si articola in una Tradizione universale, equilibrata e pluralistica, mentre il secondo dipana miriadi di movimenti settari, esclusivisti e vulnerabili a degenerazioni estremiste: nell’abbandono e nel diniego delle vie di purificazione spirituale (tasawwuf), prosperano e si moltiplicano le sirene dell’estremismo purista (tatarruf).

Radicandosi in un’antica eresia di violenti dissidenti scissionisti (khawârij), e nutrendosi dell’eresia contemporanea del distacco dalle scuole ortodosse (lâ-madhhabiyyah), l’islamismo può dunque essere efficacemente arginato e contrastato solo in concomitanza con la necessaria vivificazione della sapienzialità Islamica tradizionale, di cui esso costituisce propriamente un tradimento e una sovversione.

In questo senso, sono innanzi tutto i Sapienti musulmani ad aver denunciato e combattuto le derive estremiste, fin dalle loro prime manifestazioni nei Paesi arabo-musulmani: il loro impegno (jihâd) si è espresso tanto sul piano dell’insegnamento, dell’educazione e della confutazione dottrinale, quanto su quello del sacrificio personale e del martirio, in quelle zone direttamente afflitte dalla piaga dell’estremismo e delle sue manifestazioni militanti.

L’esecuzione del centenario Shaykh egiziano Sulaymân Abû Harâz nel Sinai, la devastazione dei mausolei dell’Imâm an-Nawawî e dello Shaykh Ahmad Zarrûq e il massacro di centinaia di guide religiose da parte dei movimenti estremisti sono solo alcuni esempi dei sacrifici dell’Islam tradizionale nel contrasto all’estremismo islamista.

Come Musulmani italiani, ci siamo dunque assunti l’impegno e la responsabilità di trasmettere e divulgare anche in lingua Italiana gli insegnamenti e le confutazioni articolate dai Sapienti musulmani, nell’ambito della loro opera originale di contrasto all’estremismo – e di contribuirvi nel nostro piccolo.

Non è infatti sufficiente indicare – correttamente, con Olivier Roy – che, nel caso di molti episodi di terrorismo islamista, «non si tratta di radicalizzazione dell’Islam, bensì di islamizzazione del radicalismo»: è invece necessario spiegare come sia stato possibile che l’Islam sia stato ridotto a piattaforma ideologica e semantica per le criminali perversioni nichiliste di giovani deviati, e quindi operare affinché tale opera di strumentalizzazione sia ostacolata e inibita – in una lotta culturale che, oltre a rappresentare un preciso dovere civile verso le società europee, costituisce un’inderogabile necessità esistenziale per le stesse comunità islamiche d’Occidente.

Questo impegno si è già tradotto nella pubblicazione della raccolta «Contro l’ISIS», edita da Giorgio Pozzi Editore, prima antologia in lingua Italiana di autorevoli posizioni sapienziali Islamiche (fatâwâ) di condanna del terrorismo islamista, in cui è raccolta anche la fatwâ sull’ISIS del Consiglio Islamico Siriano.

Di prossima edizione è altresì la traduzione Italiana di Refuting ISIS, confutazione sistematica dell’ideologia e degli argomenti dottrinali propagandati dall’ISIS e dai movimenti estremisti. Redatta da Shaykh Muhammad al-Yaqoubi, quest’opera non ha solo consentito di chiarificare lo statuto illegale e sedizioso di tali movimenti, ma ha altresì promosso e sostenuto la lotta armata nei loro confronti, in modo da scongiurarne l’influenza politica e culturale sulle popolazioni locali.

Analogo impegno di traduzione e divulgazione è dedicato inoltre all’articolata Fatwa sul terrorismo e sugli attentati suicidi e all’opera complessiva di confutazione e contrasto dell’ideologia islamista svolta da Shaykh Muhammad Tâhiru l-Qadrî.

Per consentire la diffusione degli esiti di questi sforzi di trasmissione e chiarificazione dottrinale, sono stati promossi innumerevoli incontri, seminari scientifici e iniziative pubbliche, sia interne alle comunità islamiche sia rivolte alle istituzioni e alla cittadinanza nel suo complesso. Di particolare rilievo, il convegno (previsto per il prossimo Novembre) dedicato alla presentazione degli esiti della seconda Conferenza di Grozny, in cui le principali autorità sapienziali Sunnite hanno pubblicamente ribadito una chiara definizione dell’ortodossia tradizionale Islamica e un’aperta condanna delle aberranti eresie letteraliste, radicali ed estremiste.

La finalità di queste iniziative è la promozione di un’informazione corretta circa la Tradizione islamica e il suo contrapposto estremismo islamista, di una comprensione adeguata del ruolo delle scuole classiche e dei centri sapienziali tradizionali nella lotta all’integralismo – cui guide religiose e giovani generazioni possano tornare a fare riferimento per una corretta formazione dottrinale e spirituale, tramite l’agevolazione di corsi di studi in loco o a distanza – e di una piattaforma di ricerca e di supporto scientifico, per l’orientamento delle scelte delle comunità religiose e delle istituzioni civili, nella definizione di strategie efficaci di contrasto alla propaganda islamista.

Ulteriori contenuti, traduzioni e interventi pubblici sono progressivamente messi a disposizione su questo sito, raccolti sotto l’etichetta «Contro l’ISIS», e sono disponibili ad essere riproposti altrove: dedicati alla chiarificazione scientifica di tematiche specifiche, questi intendono concorrere altresì ad una rettificazione delle calunniose distorsioni attribuite alla tradizione Islamica e al suo plurisecolare insegnamento di pace, di giustizia e di civiltà.

«La guerra ha inizio nella mente delle persone. Oggi possiamo sconfiggere l’ISIS, ma se non sconfiggiamo la sua ideologia, avremo un’altra generazione che verrà a combatterci nuovamente, dopo pochi anni. L’ideologia dell’ISIS si potrà sconfiggere solo vivificando l’Islam sunnita, l’Islam [storicamente] maggioritario, l’Islam dei quattro madhâhib, l’Islam del Tasawwuf – e non l’Islam del tatarruf (estremismo) – l’Islam della misericordia, l’Islam della saggezza: quell’Islam che è sopravvissuto per 14 secoli e che sopravviverà fino alla fine dei tempi, quell’Islam che ha una stanza accogliente per ciascun essere umano e per qualsiasi differenza, che consente a ognuno di esprimere la sua opinione nella maniera più rispettosa: quell’Islam che porta la vita, e non la morte; la luce, e non l’oscurità.»

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